Il
Capitolo Generale Straordinario dei Canonici Regolari dell’Immacolata
Concezione, tenutosi a Roma nel luglio 1979, ha posto in evidenza che é
necessario procedere allo studio, alla conoscenza e alla divulgazione delle
opere di Dom Adrien Gréa, fondatore dei CRIC. Tale desiderio programmatico é
emerso nei tre temi proposti e analizzati dai religiosi riuniti in Capitolo,
cioè: 1º: le vocazioni, 2º: la vita comune, 3º: la vita pastorale.
Con questa occasione sono stato sollecitato ad una conoscenza più approfondita
delle opere dl mio fondatore. E questo cammina di pari passo con il mio
interesse personale: é il momento di cominciare a conoscere più da vicino il
pensiero e lo spirito di Adrien Gréa.
Questo rientra nei vivi suggerimenti del Concilio Vaticano II, che raccomanda ai
religiosi di ritornare e scoprire meglio l’autentico spirito dei fondatori.
Un secondo motivo é stata
l’insistenza e la premura del Prof. Tommaso Federici a stimolare i miei
interessi più nei confronti di un tema che mi riguarda direttamente anziché di
una semplice esercitazione di teologi biblica.
Dom Adrien Gréa é un grande sconosciuto, purtroppo, presso i teologi di oggi. In
modo analogo anche la Congregazione religiosa cui appartengo mi ha trasmesso
poco del pensiero del mio fondatore. Ringrazio alcuni confratelli (pochissimi)
che in diversi momenti e modi mi hanno indicato e fatto amare la persona e
l’opera di Dom Adrien Gréa.
Dom Gréa era una proposta grande e meravigliosa per la Chiesa di ieri. Lo é di
più ancora oggi: ce ne é urgenza estrema per la vita dei sacerdoti diocesani. É
scandaloso lasciarlo cadere nell’oblio dei tempi.
É una delle tante proposte
per essere chiesa, segno della presenza dello Spirito del Risorto che ci deve
stimolare sempre verso il meglio.
Anch’io soffro del disagio che sta vivendo la mia comunità religiosa: sono prove
di stanchezza, di appiattimento, di sconforto per l’esiguo numero, di
incomprensioni reciproche. Ma non si deve spendere la vita in un languido
ricordo dei “bei tempi passati” o in un autolesionismo perenne. Le prove sono
segni della bellezza della nostra chiamata; abbiamo forse dimenticato la grande
prova che lo stesso Dom Gréa ha vissuto alla fine della sua vita? Se crediamo
alla sua paternità, come figli suoi dobbiamo gioire e godere dell’eredità che ci
ha lasciato e sentircelo presente nell’essere quella chiesa che egli ha tanto
servito e amato: chiesa come comunità di amore e riflesso della Vita divina.
L’argomento di questo studio é un’analisi della lettura teologico-biblica di Dom
Gréa desunta dai suoi scritti specialmente dalla sua opera sulla Chiesa.
Il
presente lavoro é composto principalmente da due parti:
La 1ª é
una breve presentazione della vita di Dom Gréa nella sua epoca. Si presentano
alcuni dati biografici, con accenni alla formazione culturale e alla produzione
di Dom Gréa.
Nella parte 2ª, suddivisa in 4 capitoli, si esamina L’Église et sa divine
constitution sotto l’aspetto biblico.
Il
Cap. 1º descrive la struttura dell’opera del nostro Autore.
Il
Cap. 2º rileva la “lettura” che il Gréa fa della Sacra Scrittura: sono elencati
i testi con le loro frequenze e incidenze.
Il
Cap. 3º introduce già nel tema da noi scelto: da una prima riflessione sulla
vita divina, il Gréa espone la Parola come magistero. É nostro intento rilevare
l’uso della Scrittura citata.
Il
4º ed ultimo capitolo evidenzia la “divina economia” come potere, servizio di
santificazione. É il ministerium affidato da Gesù Cristo alla sua Chiesa.
L’argomento é articolato nei seguenti punti: la santificazione, la
partecipazione alla divinità, l’associazione al Sacerdozio, la missione di
Cristo e i modi dell’operazione della vita divina nell’economia salvifica.
La
conclusione espone in sintesi le riflessioni teologiche che il Gréa ha indicato.
Il
metodo usato nel presente studio é:
1.
scelta di alcuni brani di L’Église, con giustificazione di metodo.
2.
studio delle citazioni bibliche.
3.
si sintetizzano le conclusioni di teologia biblica.
Il
testo base é L’Église et sa divine constitution, terza edizione, 1965;
punto constante di consultazione sono sia la prima sia la seconda edizione.
Ci
siamo avvalsi anche di altre opere, specialmente La Sainte Liturgie. Per
le note biografiche é stata molto utile l’opera di F. Vernet (vedi bibliografia)
Per sistemare i temi
teologici emersi dalla lettura del Gréa abbiamo di necessità usato i moderni
sussidi e studi biblici.
Nel presente studio abbiamo scelto dall’opera globale di Dom Gréa un tema
particolare: la “divine économie” nella contemplazione del mistero della Chiesa.
Ci siamo così attenuti in specie alla prima parte della sua opera, che offre le
pagine sul ministerium di santificazione.
Non rientra in questo studio la teologia della Chiesa particolare e la teologia
dell’episcopato, temi preponderanti e nuovi nell’opera del nostro Autore, ma già
studiati e analizzati nella dissertazione di B. Mori (cfr bibliografia).
Non é nostro intento rilevare le novità teologiche che un’ulteriore lettura
potrebbe far emergere; mentre invece é nostro interesse evidenziare il tipo di
“lettura biblica” fatto dal Gréa.
L’argomento é molto vasto,
i temi teologici sono ricchi e abbondanti. Si rinvia quindi ad una ricerca più
approfondita, in tempi ulteriori, quanto esulava dai limiti impostici.
Ringrazio vivamente tutte quelle persone che mi hanno sostenuto con simpatia ed
affetto durante questo lavoro; in modo particolare il prof. Tommaso Federici,
che mi ha iniziato con amore allo studio della Parola di Dio; poi il p. Lorenzo
Rossi, mio parroco e confratello, che mi ha permesso di studiare e mi ha
iniziato al pensiero di Dom Gréa con diversi colloqui; infine tutte quelle
persone, superiori, confratelli, parenti, compagni di università ed amici che in
un modo o nell’altro mi sono stati vicini.
Roma 18 maggio 1980.
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Am
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1Gv
2Gv
3Gv
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Gd
Gdc |
Aggeo
Amos
Apocalisse
Atti
Baruc
Cantico
1
Corinzi
2
Corinzi
1
Cronache
2
Cronache
Daniele
Deuteronomio
Ebrei
Efesini
Esdra
Esodo
Ester
Ezechiele
Filemone
Filippesi
Galati
Genesi
Geremia
Giacomo
Giobbe
Gioele
Giona
Giovanni
1
Giovanni
2
Giovanni
3
Giovanni
Giosuè
Giuda
Giudici |
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2Mac
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Sof
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2Tm
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Giuditta
Isaia
Lamentazioni
Levitico
1 Maccabei
2 Maccabei
Malachia
Marco
Matteo
Michea
Naum
Neemia
Numeri
Osea
1
Pietro
2
Pietro
Proverbi
Qoèlet
1 Re
2 Re
Romani
Rut
Salmi
1
Samuele
2
Samuele
Sapienza
Siracide
Sofonia
1 Tessalonicesi
2 Tessalonicesi
1
Timoteo
2
Timoteo
Tito
Tobia
Zaccaria |
|
AssSeign |
Assemblée
du Seigneur, Bruges. |
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Marie-Etienne-Adrien Gréa nacque in Francia, a Lons-le-Saunier (Jura) il 18
febbraio 1828.
Dopo i primi studi si trasferì con la famiglia a Besançon nel 1840. Lì compi gli
studi classici. Quattro anni dopo la famiglia si trasferì a Parigi dove Adrien
consegue la licenza di diritto civile alla Sorbona e nel 1850 ottiene il diploma
di archivista-paleografo alla Ecole de Chartes, con la tesi Essai historique
sur les Archidiacres.
Tale tesi lo portò a studiare le strutture ecclesiastiche del Medioevo, quando
scopri i canonici. Questi, fino al sec. 9º-10º erano sacerdoti iscritti nella
lista del servizio di una data Chiesa. Ogni cattedrale, aveva il suo numero di
canonici, ed essi vi esercitavano il ministero, mentre in campagna prevalevano i
monaci.
Il
Gréa distingue due tipi di canonici: alcuni che conservano i propri beni
personali; altri invece mettevano in comune,oltre la preghiera, i beni
personali. Questi ultimi furono poi detti “canonici regolari”: due nomi per
significare la stessa realtà, cioè sacerdoti che si attenevano ad una regola di
vita.
Oltre a maturare la vocazione sacerdotale, fortemente contrastata dal padre,
il Gréa pensava alla rinascita dei canonici regolari, una istituzione che aveva
pervaso l’Europa del Medioevo. Il 13 gennaio 1856 a Saint-Claude prende gli
ordini minori da Mons. Mabile.